Economia

Cersaie Vs. Marmomacc

Settembre 24, 2019

Prima di esporre in una fiera, studiatela e sceglietela con cura; in fin dei conti sarà il vostro abito e la vostra immagine.

Dal Cersaie alcune considerazioni: la più importante manifestazione nazionale dedicata a pietra naturale, tecnologie, design e formazione continua a crescere, forte della crisi che al contrario attraversa Marmomacc, sebbene quest’ultima abbia avuto un incremento del 13,95% di visite negli ultimi tre anni.

Marmomacc segnala il 64,07% di espositori internazionali. Sono ormai molte le aziende estere, in particolare provenienti da Turchia, Egitto, Brasile ed India, che si interfacciano sul panorama europeo, forti di prezzi più che concorrenziali, esportatori di prodotti che hanno trovato fette di mercato per alcune loro tipologie, non reperibili direttamente sul territorio di casa nostra.

La crisi di Marmomacc sugli espositori europei ed italiani, alcuni dei quali che si sono spostati in Cersaie, deriva proprio da questa massiccia presenza straniera.

In Cersaie abbiamo trovato una suddivisione dei padiglioni intelligente in merito alla tipologia del materiale: dai due ingressi principali ed opposti di Calzoni e Michelino si accede direttamente alle esposizioni di ceramiche per pavimenti e rivestimenti, mentre l’ingresso di Costituzione porta invece alla parte espositiva attribuita alle apparecchiature igenico-sanitarie. Impossibile perdere la bussola, la fiera è organizzata bene.

Tuttavia ci sono alcune perplessità:

  • la Hall 30 ospita “Milleluci: Italian Style Concept“. La quarta mostra collettiva B2B trae la propria ispirazione da “Milleluci”, la trasmissione televisiva andata in onda negli anni ’70 sul Programma Nazionale (ora Rai 1) e ricordata per il format originale proposto. La mostra cllettiva si propone di mettere in relazione una selezione di aziende d’alta gamma con un pubblico internazionale di acquirenti e professionisti alla ricerca di nuovi spunti creativi, nell’unione di prodotti e complementi d’arredo. Le ispirazioni riguardano tre set: Madame Butterfly per il floreale, Grease per il vintage, Millesocial per le geometrie. I tre set, diversamente dalle aspettative generate dal titolo Milleluci (Italian Style Concept) sono disattese: gli scenari della spy story, dei noti musical internazionali, dei cartoon o del western non riguardano in alcun modo la storia del cinema italiano, ne tantomeno promuovono quel Made In Italy che il format enuncia.  https://www.cersaie.it/it/k_milleluci.php
  • la fiera distingue i vari settori merceologici, ma non differenzia in alcun modo le aziende produttrici dalle commerciali, ne tantomeno incorpora una suddivisione per Paese di provenienza. In tal modo non è possibile mettere a confronto diretto prodotti similari nel design o nella tecnica, azione che invece dovrebbe interessare il rivenditore locale nella scelta delle forniture. Le aspettative per gli espositori nei confronti di una fiera così conclamata dovrebbero puntare proprio sulla differenziazione dei prodotti “buoni” rispetto alle “facili imitazioni”. La fiera non permette questo confronto, perpetrando nel mercato una guerra di prezzo che penalizza le produzioni virtuose che innovano rispetto alle altre.
  • Una nota di merito va alla Hall 22, la più innovativa in termini di design e creatività. Custodisce infatti al suo interno materiali non ceramici atti al decoro, quali marmi, appunto, pietre naturali e ricostruite, legni etc. Design e innovazione tecnica sono necessari e propedeutici per aprire il mercato a questa tipologia di prodotti complementari, che differiscono per caratteristiche fisico-chimiche e di lavorazione (spesso artigianale) rispetto alle più classiche ceramiche. L’unico neo della fiera è che a questo genere di bellezza viene dedicato poco spazio, poca attenzione e soprattutto manca di comunicazione.
  • Interessanti gli eventi, sebbene il carattere di gratuità del programma “Cersaie disegna casa tua” depauperi ulteriormente la professionalità dei progettisti dislocati sul territorio nazionale e aumenti la percezione distorta da “Leroy Merlin”, ovvero che chiunque possa arredare casa propria con un minimo di gusto. Oltretutto è bene ricordare che il target corretto della fiera dovrebbero essere proprio i professionisti del settore, non già l’utente finale.

Note a posteriori:

Queste osservazioni non vertono su Cersaie in sè, ne su Marmomacc, bensì su tutte le fiere di settore. Di recente abbiamo visitato la piccola fiera di Trento “Idee Casa” e le medesime osservazioni possono essere facilmente ricondotte anche ad essa. In particolare le fiere più piccole e locali potrebbero essere promosse proprio in merito alle caratteristiche storico-culturali del contesto stesso, che si riflette sui materiali proposti, sulle aziende locali e sulla tradizione abitativa della zona.

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